I cambiamenti ed i progressi nella mobilità sostenibile a Reggio Emilia dal 2004 al 2012: piste ciclabili, zone 30 Km/h, bike sharing, Bicibus.
Mobilità sostenibile a Reggio Emilia 2004-2012
Lettera alla nostra città
Care cittadine e e cittadini,
è un grande onore e responsabilità quella alla quale sono stato chiamato improvvisamente dal Presidente della Repubblica e dal Presidente Letta, per far nascere un governo di servizio in un momento eccezionale della nostra vita repubblicana. Non potevo sottrarmi perché credo che in un momento così grave la politica debba innanzitutto almeno provare a dare risposte alla sofferenza delle famiglie e delle imprese.
Avremmo voluto farlo in una condizione di dialettica democratica diversa, sia noi che veniamo dal centrosinistra sia coloro provenienti dal centrodestra, ma il risultato e lo stallo post elettorale non ce lo hanno consentito. Ora proviamo a fare bene le cose che sappiamo fare. Credo che la mia chiamata sia anche un riconoscimento alla nostra città e a tutte le città, le province e le regioni italiane. Il riconoscere che dal territorio e dalla buona amministrazione rinasce una speranza per il paese.
Ministro per gli Affari regionali e le autonomie. Sono onorato.

“Sono onorato di fare parte di questo governo di servizio per il Paese come Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie.
Ho accettato l’incarico assegnatomi dal presidente del Consiglio Enrico Letta e dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per portare avanti la valorizzazione del lavoro delle città, per dare compimento alla riforma federale del Paese, un federalismo lontano dai tagli lineari e vicino alle amministrazioni più virtuose, che arrivi al superamento del Patto di stabilità, e per una attuazione del principio di sussidiarietà costituzionale.”
“Sono orgoglioso di essere sindaco di Reggio Emilia, sono onorato di essere Ministro di questo governo di servizio.
Grazie davvero a tutti per gli auguri e l’incoraggiamento.”
Oggi la povera gente attende la liberazione dalla disperazione e dalla mancanza di lavoro
L’Italia di oggi non è ancora l’Italia sognata dai partigiani, l’Italia che dà lavoro a tutti. Sognavano un mondo diverso quei partigiani. Sognavano un mondo diverso da quello che combattevano.
Oggi il nostro Paese è in attesa. Ed è in attesa soprattutto la povera gente.
La povera gente che ha combattuto nella Resistenza per il diritto all’istruzione, al lavoro, è in attesa. L’attesa che di più ci interessa non è quella delle cancellerie europee, lo diciamo anche oggi: è l’attesa dei disoccupati, dei giovani senza lavoro, delle famiglie che non arrivano a fine mese. A quell’attesa dobbiamo dare un nuovo inizio, una risposta, dalle piazze della città italiane. La politica dovrebbe dare risposte. E oggi la politica ha anche il dovere di dare speranza. Una nuova Resistenza insieme e un nuovo inizio.
Al via i pagamenti dei crediti della PA
Una giornata per dire grazie ai volontari del sisma in Emilia
Grazie ai 3.500 volontari e rappresentanti della protezione civile di tutta la regione, al Paladozza di Bologna, 9 marzo 2013.
La solidarietà è il cemento che fa resistere a tutti i terremoti presenti e futuri.
Oggi siamo qui per darci la forza per andare avanti, ma la forza si trova anche fermandosi per dire grazie quando va detto, riconoscendo che è stato fatto un buon lavoro e guardandosi negli
occhi per fare il punto della situazione.
Oggi ringraziamo chi ci ha messo testa braccia e cuore, tempo e professionalità, perché si sente parte della razza umana, e anche perché si sente italiano, perché il Tricolore è un’identità che porta dentro.
Ricordo di Giuseppe Dossetti
Nel 100° anniversario della nascita.
“Il problema più importante mi pare quello di un rinnovamento etico dell’uomo e di un rinnovamento del senso della comunità. Proprio quello che ho appreso qui la vita di comunità, l’impegno di solidarietà, la lealtà assoluta reciproca, l’esercizio di funzioni che siano funzioni esercitate veramente con distacco personale. Questo rinnovamento dell’uomo, della sua coscienza, della sua lealtà, del suo senso di solidarietà, della sua dimensione spirituale, umana, comunitaria è ancora più urgente delle riforme istituzionali. E condizionerà le riforme istituzionali stesse. Senza questo profondo rinnovamento etico, le riforme istituzionali che si auspicano rimarranno lettera morta”.