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In Campidoglio per IMU, Comuni e Spending review

L’incontro del Direttivo Anci con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al quale abbiamo rappresentato le preoccupazioni dei Comuni italiani per la Legge di stabilità e l’Imu.
VIDEO: Direttivo ANCI in Campidoglio

Emilia 2.0 Nel capitale sociale le radici per guardare al futuro

I recenti articoli sul valore del modello emiliano pongono l’accento su alcune questioni fondamentali, che mi stanno particolarmente a cuore e che anch’io ho recentemente sentito il bisogno di affrontare (“Città delle persone”, Donzelli, 2011).
Tanto più oggi credo sia importante discutere questi temi che troppo spesso vengono trascurati nel dibattito politico: travolti come siamo dalla cronaca e dalle emergenze finanziarie della stabilità, rischiamo di perdere di vista l’economia reale e di non interrogarci sulle questioni di fondo del modello di sviluppo. Un modello di sviluppo che ha visto emergere un ruolo dominante della finanza e della speculazione, non più strumenti a supporto del mercato, ma mercati a sé stanti, con tutte le distorsioni che conosciamo anche sul piano dei comportamenti sociali individuali. La nostra storia emiliana ha molto da insegnarci e i giovani ricercatori che hanno scritto di recente, nel solco della tradizione degli atenei di Bologna, Modena e Parma, colgono nel segno. Non per nostalgia, ma è proprio nell’aggiornamento e nell’evoluzione del modello emiliano che possiamo trovare le risposte per una nuova proposta politica, capace di coniugare sviluppo economico, coesione sociale e valorizzazione del territorio. La forza del modello emiliano risiedeva proprio in questa capacità di interpretare una società, di proporre un sistema integrato di azioni collettive, di individuare un equilibrio nella contemperazione di esigenze apparentemente contrapposte: crescita, eguaglianza, efficienza. Oggi ovviamente siamo posti di fronte a condizioni completamente nuove, a caratteristiche sociali molto più articolate e a un quadro di competizione globale.
Eppure rimane l’esigenza di una strategia di riferimento, capace di coniugare le stesse esigenze. Abbiamo bisogno di tornare a crescere se vogliamo affrontare concretamente il drammatico problema del rapporto debito/pil. Abbiamo bisogno di affrontare la questione delle disuguaglianze se vogliamo invertire il trend dell’indice Gini che in tutto il mondo si sta pericolosamente avvicinando ai limiti di tolleranza. Abbiamo bisogno di affrontare la questione del deficit pubblico se vogliamo mantenere la nostra autonomia nel quadro dei nuovi scenari europei.

Città e forze sociali per la crescita e lo sviluppo del Paese

Una proposta aperta al contributo di sindaci, amministratori e associati, per raccogliere le migliori idee per far ripartire il Paese. Mezzogiorno, liberalizzazioni, lotta all’evasione, innovazione nella pubblica amministrazione, rimodulazione del patto di stabilità, welfare: sono questi i temi su cui Anci punta per uscire dalla crisi.
L’Italia vive una fase di grande difficoltà. Senza una strategia di crescita sostenuta è impossibile migliorare la nostra posizione internazionale.
(Per mandare contributi: comunicare@anci.it)

La trincea dei sindaci

Graziano Delrio

Cercasi disperatamente strategie per governare i territori contro la macelleria sociale e culturale prodotta dalla destra. Lo sta facendo chi è in prima linea, a combattere una battaglia che non è fatta solo di cifre e numeri ma anche di idee e visioni della società. Sono i sindaci, esposti ormai da tempo alla mannaia del Governo. Questo è il momento delle scelte e dell’innovazione. Alcuni di loro, come Pisapia a Milano, De Magistris a Napoli e Zedda a Cagliari, si sono già distinti per i loro programmi e i primi interventi concreti. Veri e propri laboratori di carattere politico-amministrativo stanno sorgendo in Italia. E c’è anche chi prova a teorizzare una gestione della res publica partendo da “modelli” come quello emiliano che in passato ha portato ottimi frutti e che può essere “rimodulato” alla luce dei cambiamenti.