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Leopolda 2012 – il video

Primarie del centrosinistra. L’intervento alla Leopolda, ADESSO! per Matteo Renzi

… abbiamo provato con Matteo a dire una cosa molto semplice: che non vogliamo essere domani dove siamo oggi … ma che vogliamo essere oggi gli uomini di domani!
Grande è l’entusiasmo suscitato da queste primarie, non potremo che farne tesoro.

Graziano

La corda si è spezzata. Relazione all’Anci

Caro Presidente, creda nei Comuni, nelle loro proposte. Abbiamo dimostrato di saper sacrificare assetti consolidati, rendite di potere e di posizione perché sapevamo e sappiamo che bisogna modernizzare. Le realtà locali, i Comuni, sono, nel panorama politico ed istituzionale italiano, laboratori di innovazione, e di responsabilità.
Ponga le basi per passare dalla gestione emergenziale alla normalità.
Fissi un punto fermo su un tema a noi molto caro e che mi creda è uno dei presupposti per oltrepassare insieme uniti da una delle porte più strette della nostra storia.
Siamo qui a chiederle autonomia e responsabilità come condizioni per una autentica maturazione del nostro sistema democratico. Autonomia e responsabilità che abbiamo chiesto al Governo precedente e a quello ancora prima.
Prima soffiava forte il vento del federalismo, almeno proclamato e poco praticato, ora soffia un vento contrario e pure parlarne appare surreale. Ma bisogna capirsi. A me, piuttosto che di federalismo, piace parlare di autonomia degli enti territoriali. Così è indicata nella Costituzione, così è nella nostra storia.

Cari Sindaci, il 24 maggio a Venezia facciamo sentire la nostra voce

I Comuni, i sindaci e tutti gli amministratori locali intendono sollecitare con motivi forti, con determinazione e con proposte concrete il Governo, il Parlamento e le forze politiche ad imprimere una svolta decisiva di politica economica per il lavoro, per la crescita e la valorizzazione dei/nei nostri territori. E per far capire una volta per tutte che i Comuni sono il motore dell’economia e del futuro di questo Paese e non possono essere piu’ concepiti come “gendarmi” di un potere centrale incapace di autoriformarsi o solo come “gabellieri” per conto dello Stato.
Equità, solidarietà e pari dignità sono le altre parole d’ordine della nostra manifestazione che proprio a partire dalle questioni dell’IMU e del Patto di stabilità da cambiare trovano concretezza di azione e di rivendicazione.

Inceneritore di Cavazzoli: promesse mantenute

Se siamo arrivati alla chiusura, e non al trasferimento dell’inceneritore di Cavazzoli come si ipotizzava in un primo tempo, è stato grazie al lavoro collettivo che dal 2004 i cittadini reggiani e le amministrazioni pubbliche hanno portato avanti insieme, partendo dalla raccolta rifiuti “porta a porta” sperimentale nella Settima circoscrizione fino al modello Reggio di raccolta integrata e alla decisione per l’impianto di Trattamento meccanico biologico (TMB).
Le scelte di oggi sono state messe in campo dalla collaborazione tra Amministrazioni pubbliche – Comune di Reggio Emilia, Correggio e San Martino, Provincia, Ato, i Comuni della provincia – azienda Iren e cittadini.

Un patto con il commercio per salvaguardare le grandi festività

Pasqua e Natale, 25 Aprile e Santo Stefano, 1° Maggio e Ferragosto, 1 gennaio: a Reggio Emilia negozi chiusi.
Firmato un Patto con la grande distribuzione e le associazioni di categoria per salvaguardare le grandi festività ed armonizzare i tempi di vita e di lavoro.
Aperture dei negozi dalle ore 7 alle 22.

Si chiude il 150° anniversario

rodari reggio emiliaCredo che in questo anno di celebrazioni abbiamo dimostrato che l’idea di unità nazionale non sia un’idea di forza e di dominio, ma di collaborazione e di unità pacifica. In tanti abbiamo riscoperto e pronunciato la parola patria, qualcuno forse per la prima volta, con uno spirito di mitezza e di unità proprio perché la patria è qualcosa che ci tiene insieme senza alcuna arroganza o desiderio di predominio.
Patria è diventata una parola della nostra normale quotidianità.

Sull’Imu serve maggiore chiarezza

L’introduzione dell’Imu chiede a noi Comuni di metterci la faccia di fronte alle imprese e alle famiglie: 22 miliardi tutti a nostro carico. Ma come Comuni vogliamo capire se è solo una situazione dovuta allo stato di emergenza dei conti pubblici e quali sono le prospettive. Il quadro del Paese è complesso, ma si tratta di lottare per l’autonomia finanziaria, che non significa naturalmente fare quello che ci pare. Sono stati introdotti troppi lacci e lacciuoli all’autonomia e all’organizzazione dei Comuni, dimenticando quasi completamente il progetto di federalismo.