I Comuni, i sindaci e tutti gli amministratori locali intendono sollecitare con motivi forti, con determinazione e con proposte concrete il Governo, il Parlamento e le forze politiche ad imprimere una svolta decisiva di politica economica per il lavoro, per la crescita e la valorizzazione dei/nei nostri territori. E per far capire una volta per tutte che i Comuni sono il motore dell’economia e del futuro di questo Paese e non possono essere piu’ concepiti come “gendarmi” di un potere centrale incapace di autoriformarsi o solo come “gabellieri” per conto dello Stato.
Equità, solidarietà e pari dignità sono le altre parole d’ordine della nostra manifestazione che proprio a partire dalle questioni dell’IMU e del Patto di stabilità da cambiare trovano concretezza di azione e di rivendicazione.
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Cari Sindaci, il 24 maggio a Venezia facciamo sentire la nostra voce
Inceneritore di Cavazzoli: promesse mantenute
Se siamo arrivati alla chiusura, e non al trasferimento dell’inceneritore di Cavazzoli come si ipotizzava in un primo tempo, è stato grazie al lavoro collettivo che dal 2004 i cittadini reggiani e le amministrazioni pubbliche hanno portato avanti insieme, partendo dalla raccolta rifiuti “porta a porta” sperimentale nella Settima circoscrizione fino al modello Reggio di raccolta integrata e alla decisione per l’impianto di Trattamento meccanico biologico (TMB).
Le scelte di oggi sono state messe in campo dalla collaborazione tra Amministrazioni pubbliche – Comune di Reggio Emilia, Correggio e San Martino, Provincia, Ato, i Comuni della provincia – azienda Iren e cittadini.
Un 25 aprile di legalità
“La festa della Liberazione, il 25 Aprile, è stata dedicata quest’anno a Reggio Emilia alla legalità e alla lotta contro le mafie, per la democrazia. Erano ospiti d’onore due donne coraggiose, le sindache di Isola Capo Rizzuto, Carolina Girasole e di Rosarno, Elisabetta Rosa Tripodi, minacciate gravemente dalla criminalità organizzata: esse hanno portato la testimonianza del loro lavoro di amministratrici pubbliche per la “normalità” della vita, della giustizia e della legalità nelle loro città e nel Paese.
Le sindache Girasole e Tripodi, con Lanzetta e altri sono “partigiani della legalità”,cosi’ come sono partigiani del nostro tempo – magistrati, forze dell’ordine, giornalisti, scrittori, donne e uomini politici, semplici cittadini – che hanno speso, e spendono, la vita e versato il proprio sangue per la democrazia, la libertà, i diritti civili e costituzionali, la legalità, l’economia giusta e trasparente. Un sangue che non deve essere lavato, ma restare per essere memoria per tutti, come il sangue dei partigiani della Liberazione, per resistere oggi come ieri. Non crediamo a chi divide buoni e cattivi secondo la geografia o le latitudini, ma facciamo differenza tra gli onesti e disonesti.
Stazione Mediopadana AV: chiariamoci
Il Comune di Reggio Emilia non trattiene somme collegate all’appalto e ai lavori per la stazione Mediopadana. Vorrei ricordare alla consigliera comunale che mi interpella, come ad altri autorevoli esponenti intervenuti in questi giorni, che il Comune non è responsabile né delle somme né dell’appalto. Deve essere molto chiaro: la stazione appaltante non è il Comune – come forse tutti dovrebbero sapere dato che anche altri enti, oltre al Comune, hanno firmato lo stesso accordo – bensì è Italferr, ovvero le Ferrovie dello Stato. Ciò vale per tutte le stazioni dell’Alta velocità italiane.

Collaboriamo costantemente con Italferr, avendo messo a disposizione un gruppo di lavoro composto da giovani tecnici comunali. La stazione appaltante, il responsabile dei finanziamenti e della loro destinazione, come delle ditte che lavorano nel cantiere di Mancasale, non è però il Comune di Reggio Emilia, ma Italferr: deve essere chiaro, per evitare di confondere ruoli e generare fraintendimenti.
Si chiude il 150° anniversario
Credo che in questo anno di celebrazioni abbiamo dimostrato che l’idea di unità nazionale non sia un’idea di forza e di dominio, ma di collaborazione e di unità pacifica. In tanti abbiamo riscoperto e pronunciato la parola patria, qualcuno forse per la prima volta, con uno spirito di mitezza e di unità proprio perché la patria è qualcosa che ci tiene insieme senza alcuna arroganza o desiderio di predominio.
Patria è diventata una parola della nostra normale quotidianità.
Sull’Imu serve maggiore chiarezza
L’introduzione dell’Imu chiede a noi Comuni di metterci la faccia di fronte alle imprese e alle famiglie: 22 miliardi tutti a nostro carico. Ma come Comuni vogliamo capire se è solo una situazione dovuta allo stato di emergenza dei conti pubblici e quali sono le prospettive. Il quadro del Paese è complesso, ma si tratta di lottare per l’autonomia finanziaria, che non significa naturalmente fare quello che ci pare. Sono stati introdotti troppi lacci e lacciuoli all’autonomia e all’organizzazione dei Comuni, dimenticando quasi completamente il progetto di federalismo.