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Italiani come noi

Campagna Inside Out dell'artista francese JROggi i ragazzi nati in Italia, figli di genitori stranieri, hanno tempo solo un anno, al compimento della maggiore età, per chiedere la cittadinanza italiana.

E’ una “finestra” della quale non tutti sono informati e che, per dimenticanza o poca informazione, potrebbe escludere questi giovani, italiani come noi, dai diritti e dall’appartenenza anche formale al nostro paese ed alle nostre comunità.

Leopolda 2012 – il video

Primarie del centrosinistra. L’intervento alla Leopolda, ADESSO! per Matteo Renzi

… abbiamo provato con Matteo a dire una cosa molto semplice: che non vogliamo essere domani dove siamo oggi … ma che vogliamo essere oggi gli uomini di domani!
Grande è l’entusiasmo suscitato da queste primarie, non potremo che farne tesoro.

Graziano

Emilia 2.0 Nel capitale sociale le radici per guardare al futuro

I recenti articoli sul valore del modello emiliano pongono l’accento su alcune questioni fondamentali, che mi stanno particolarmente a cuore e che anch’io ho recentemente sentito il bisogno di affrontare (“Città delle persone”, Donzelli, 2011).
Tanto più oggi credo sia importante discutere questi temi che troppo spesso vengono trascurati nel dibattito politico: travolti come siamo dalla cronaca e dalle emergenze finanziarie della stabilità, rischiamo di perdere di vista l’economia reale e di non interrogarci sulle questioni di fondo del modello di sviluppo. Un modello di sviluppo che ha visto emergere un ruolo dominante della finanza e della speculazione, non più strumenti a supporto del mercato, ma mercati a sé stanti, con tutte le distorsioni che conosciamo anche sul piano dei comportamenti sociali individuali. La nostra storia emiliana ha molto da insegnarci e i giovani ricercatori che hanno scritto di recente, nel solco della tradizione degli atenei di Bologna, Modena e Parma, colgono nel segno. Non per nostalgia, ma è proprio nell’aggiornamento e nell’evoluzione del modello emiliano che possiamo trovare le risposte per una nuova proposta politica, capace di coniugare sviluppo economico, coesione sociale e valorizzazione del territorio. La forza del modello emiliano risiedeva proprio in questa capacità di interpretare una società, di proporre un sistema integrato di azioni collettive, di individuare un equilibrio nella contemperazione di esigenze apparentemente contrapposte: crescita, eguaglianza, efficienza. Oggi ovviamente siamo posti di fronte a condizioni completamente nuove, a caratteristiche sociali molto più articolate e a un quadro di competizione globale.
Eppure rimane l’esigenza di una strategia di riferimento, capace di coniugare le stesse esigenze. Abbiamo bisogno di tornare a crescere se vogliamo affrontare concretamente il drammatico problema del rapporto debito/pil. Abbiamo bisogno di affrontare la questione delle disuguaglianze se vogliamo invertire il trend dell’indice Gini che in tutto il mondo si sta pericolosamente avvicinando ai limiti di tolleranza. Abbiamo bisogno di affrontare la questione del deficit pubblico se vogliamo mantenere la nostra autonomia nel quadro dei nuovi scenari europei.

La corda si è spezzata. Relazione all’Anci

Caro Presidente, creda nei Comuni, nelle loro proposte. Abbiamo dimostrato di saper sacrificare assetti consolidati, rendite di potere e di posizione perché sapevamo e sappiamo che bisogna modernizzare. Le realtà locali, i Comuni, sono, nel panorama politico ed istituzionale italiano, laboratori di innovazione, e di responsabilità.
Ponga le basi per passare dalla gestione emergenziale alla normalità.
Fissi un punto fermo su un tema a noi molto caro e che mi creda è uno dei presupposti per oltrepassare insieme uniti da una delle porte più strette della nostra storia.
Siamo qui a chiederle autonomia e responsabilità come condizioni per una autentica maturazione del nostro sistema democratico. Autonomia e responsabilità che abbiamo chiesto al Governo precedente e a quello ancora prima.
Prima soffiava forte il vento del federalismo, almeno proclamato e poco praticato, ora soffia un vento contrario e pure parlarne appare surreale. Ma bisogna capirsi. A me, piuttosto che di federalismo, piace parlare di autonomia degli enti territoriali. Così è indicata nella Costituzione, così è nella nostra storia.

Il vice presidente del Sudafrica on. Mothlante in sala Tricolore

graziano delrio kgalema motlanthe sala tricolore reggio emiliaSala del Tricolore, Reggio Emilia, gli interventi del Comune e della Regione Emilia Romagna, il Question Time tra gli studenti della Scuola media S. Vincenzo de’ Paoli e del Liceo Canossa e il vicepresidente della Repubblica Sudafricana on. Kgalema Motlanthe.

Il vicepresidente del Sudafrica on. Motlanthe al teatro Valli

DP On. Motlanthe al teatro Valli di Reggio EmiliaIl saluto del VipcePresidente al teatro Municipale Valli di Reggio Emilia.
“At a deep level Reggio Emilia is historically resonant for us as South Africans as it symbolises the triumph of the just over evil”

Giareda 2012. Camminiamo insieme

La Sagra della Ghiara, la Giaréda, è l’appuntamento che ci riunisce alla ripresa del nuovo anno lavorativo dopo l’estate: da qui iniziamo un nuovo cammino, che affrontiamo insieme, nelle difficoltà, ma con spirito solidale, speranza, disponibilità all’incontro e al dialogo. (continua)