L’introduzione dell’Imu chiede a noi Comuni di metterci la faccia di fronte alle imprese e alle famiglie: 22 miliardi tutti a nostro carico. Ma come Comuni vogliamo capire se è solo una situazione dovuta allo stato di emergenza dei conti pubblici e quali sono le prospettive. Il quadro del Paese è complesso, ma si tratta di lottare per l’autonomia finanziaria, che non significa naturalmente fare quello che ci pare. Sono stati introdotti troppi lacci e lacciuoli all’autonomia e all’organizzazione dei Comuni, dimenticando quasi completamente il progetto di federalismo.
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Sull’Imu serve maggiore chiarezza
Caro Presidente Monti
Riteniamo opportuno rivolgerLe un appello affinchè il Governo si determini ad adottare un approccio riformatore e di innovazione anche nel rapporto fra Comuni, Istituzioni territoriali e crescita.
Quotidianamente, i nostri cittadini, gli operatori economici, gli attori sociali, chi ha fatto grande l’Italia, ci chiedono di agire a sostegno dell’economia locale, anche per assicurare equità e coesione sociale.
Una risposta, un intervento ci è impedito a causa di regole quali il patto di stabilità che in tanti definiscono irragionevoli ed ottuse, su cui tutte le forze politiche in Parlamento hanno assunto una posizione di contrarietà, invitando il Governo a correggerle.
Sulla sicurezza delle nostre città
I sindaci vogliono assumersi le loro responsabilità sui temi della sicurezza urbana, ma non quelle degli altri livelli di governo. Il rischio, infatti, è quello che si tenda a far percepire che la responsabilità unica della sicurezza urbana sia dei primi cittadini. Occorre un coordinamento più efficace tra i vari livelli di governo, una riforma del sistema della polizia municipale, una normativa che aiuti e favorisca la collaborazione sui territori.
Imu per le scuole paritarie convenzionate?

L’Imu che la Chiesa verserà sugli immobili per attività commerciali è giusta, però non la si può prevedere per immobili dedicati ad attività di servizio pubblico, non lucrativo, come ad esempio per le attività educative e assistenziali. Il dovuto va corrisposto, e l’anagrafe degli edifici, per ragioni di correttezza ed equità, va fatta, come l’Anci richiede da tempo. E’ giusto, allo stesso modo, chiedere l’esenzione per quelle attività che svolgono una funzione pubblica, riconosciuta come tale.
Il tempo del Patto di stabilità è scaduto

In assenza da mesi di risposte dal governo, proporrò ai sindaci di uscire dal patto per edilizia scolastica, sicurezza del territorio e delle persone, pagamento alle imprese in difficoltà.
Sulle società partecipate dai Comuni
Oggi, alla presentazione della ricerca sulle Imprese partecipate dei Comuni presso ANCI, abbiamo lanciato due proposte: una commissione pubblica sugli sprechi delle municipalizzate e un’indagine sulle quote azionarie inutilizzate, che i Comuni potrebbero cedere.