delrioIl sindaco Delrio risponde all’intervento del presidente degli Industriali Montezemolo sulla pubblica amministrazione

“Accettiamo la sfida dell’efficienza e della competitività. Le amministrazioni locali dell’Emilia Romagna e di Reggio Emilia accettano le tre sfide che il presidente Montezemolo ha lanciato”.

In questi territori sono già in atto le risposte che il presidente degli Industriali Montezemolo ha chiesto alla pubblica amministrazione l’altra sera in città dal palco del Teatro municipale.

“Abbiamo il tasso di imposizione fiscale più basso rispetto alle altre città dell’Emilia – afferma il sindaco reggiano – Quindi, abbiamo imposto meno tasse”.
“Montezemolo ha parlato delle infrastrutture, noi abbiamo aperto tre tangenziali in quattro anni, apriremo la quinta in settembre. Abbiamo in progetto altre due per il 2008. Crediamo di aver dato alle nostre imprese mezzi per competere e un territorio che si è organizzato anche in funzione delle imprese, a partire dai servizi. Siamo comunque pronti per avviare una sperimentazione sulla semplificazione amministrativa con Ministero della Funzione pubblica e Anci.
“Montezemolo parla di asili. Parlare di asili a Reggio è fuori luogo, quando abbiamo il 40% di scolarizzazione nella fascia 0-3, mentre l’obiettivo di Lisbona è al 30% per il 2010.
Tutto questo, per far capire agli Industriali dove vanno i nostri soldi: nei servizi, negli asili nido e scuole dell’infanzia, nelle infrastrutture, nei corsi di italiano per le mogli degli immigrati che lavorano nelle fabbriche.

Siamo aumentati di 10mila persone a Reggio Emilia in cinque anni, dal 2002 al 2006, ma come Amministrazione comunale abbiamo mantenuto lo stesso numero di dipendenti e collaboratori.

“Pensiamo di avere da fare ancora molta strada, ma chiediamo rispetto per coloro che lavorano nelle nostre strutture. Il grado di soddisfazione dei servizi a Reggio Emilia è tra i più alti in Italia, dopo realtà come Trento, Bolzano o Aosta, che in termini di introiti si assestano su altri livelli.

Noi abbiamo avuto una decurtazione dei trasferimenti statali in cinque anni del 300 per cento.

Stiamo lavorando con pochi mezzi, stiamo tenendo i servizi ad un livello elevatissimo, riconosciuto in tutta Italia, il che vuol dire che i nostri operatori fanno seriamente il loro lavoro”.