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Il Sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio, Vice Presidente ANCI nazionale con delega al welfare, è intervenuto questa mattina alla Conferenza nazionale sulla Famiglia di Firenze, a nome dei Sindaci dei comuni italiani, chiedendo al Presidente del Consiglio Romano Prodi e al ministro Rosy Bindi l’applicazione della legge per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali e un piano straordinario nazionale per i servizi della prima infanzia

Il Sindaco Delrio ha anche ricordato alcune risposte strutturali e alcuni cambiamenti di approccio necessari per una politica della famiglia e ringraziato gli operatori sociali di tutti i Comuni. Alla conferenza erano presenti anche due famiglie reggiane che hanno posto alcune domande al Presidente Prodi durante il question-time: una famiglia del Burkina Faso che ha posto il problema delle seconde generazioni e una famiglia di professionisti reggiani che ha posto il tema della conciliazione dei tempi di vita.

Questo l’intervento del sindaco:
“Permettete di ringraziare prima di tutto il Presidente del Consiglio on. Romano Prodi, il Ministro Rosy Bindi per l’occasione che ha offerto al nostro paese, e quindi alla spina dorsale di questo paese – che sono i Comuni – di partecipare a questa importante conferenza.
Dopo tre giorni, lo sappiamo, lo sapete, che questa conferenza non è stata un convegno destinato ad arricchire i volumi impolverati di una libreria – lo abbiamo capito quando ci ha chiamato a preparare questi lavori nelle settimane scorse, quando ci ha chiesto un parere, un suggerimento, un’opinione che nascesse dalle nostre esperienze.
Questi modi di operare sono così rari ma anche così preziosi e poiché ascoltare non è tutto ma un sindaco sa che è già un buon inizio. Caro Ministro intanto grazie.

Non avevamo bisogno di un’emozione da questi giorni, ma di una politica, e i rapporti dei gruppi di lavoro ce lo hanno dimostrato.

Noi oggi non vorremmo altro che ripartire da Firenze con impegni concreti da portare in dote alle famiglie normali, che incontriamo tutti i giorni nelle nostre scuole, nelle strutture per anziani, nelle piazze delle città.

Questi impegni non sono solo impegni finanziari, non parliamo solo di soldi!Certo i soldi servono eccome. La Finanziaria 2007 ne ha destinati finalmente!! alle famiglie e vorrei dire che noi lo abbiamo apprezzato perché è un segnale concreto dentro a un impegno di dare protagonismo alla famiglia.Un segnale concreto di superamento delle politiche indirette rivolte cioè a categorie di soggetti che compongono la famiglia come anziani, disabili e minori, per andare verso politiche dirette alla famiglia in quanto soggetto sociale.

delrio-conferenza-famiglia-fi_bisVogliamo una nuova cittadinanza della famiglia. Cioè il riconoscimento della famiglia come bene comune, nodo relazionale che implica diritti e doveri aggiuntivi rispetto a quelli individuali.
Siamo pronti a fare, come vi avete proposta, una vera e propria Alleanza per la Famiglia.

L’obiettivo di una nuova cittadinanza della famiglia inizia certo dalle comunità locali, nelle comunità locali che spendono – come riportato nel Dossier Statistico – oltre 5 miliardi di Euro nel 2004;  noi Amministratori siamo coscienti della fragilità della famiglia. Ma sappiamo anche che le famiglie sono una risorsa prima che un problema, poiché disagi e difficoltà appartengono a molti cittadini in momenti diversi della loro vita, il margine tra bisogni e risorse è sempre più indefinito, il bisogno coesiste con la risorsa nella stessa famiglia.
Ciò significa appunto non solo il chiederci cosa lo Stato può fare per le famiglie, ma anche come la famiglia può costruire la propria sicurezza sociale nella comunità locale.
Significa che i servizi possono cambiare l’approccio, per esempio promuovendo la connessione delle famiglie con le reti informali e formali del territorio.
L’informale è rappresentato dai rapporti di vicinato, dal mutuo aiuto per la famiglia, dal rapporto con il volontariato.
Il formale è rappresentato dagli sportelli sociali, con ascolto, accoglienza e la presa in carico, con la prospettiva però di incoraggiare l’autonomia.

Sappiamo che abbiamo bisogno di politiche di appoggio, di accompagnamento e di sostegno alle famiglie prima che vengano travolte dalla spirale della povertà, della diffidenza, dell’isolamento.
Solo se sapremo assumere la soggettività della famiglia potremo passare dalle politiche riparatrici disarticolate per i singoli componenti a politiche di promozione delle risorse e di accompagnamento come ci indica la Legge 328. Una Legge che piace a tutti sembra ma che soffre ritardi gravi nell’applicazione, sembra lasciata nell’oblio e vorremmo che anche da qui oggi, partisse un messaggio chiaro che questa “smemoratezza” nel definire i livelli essenziali delle prestazioni sociali, non fa bene al paese e non fa bene alle famiglie!!!

Allora politiche dirette al soggetto famiglia come quelle per la conciliazione, quelle destinata all’abbattimento del costo dei servizi per famiglie numerose, quelle per i consultori familiari.
Sono interventi urgenti e necessari a cui sono sicuro lavoreremo insieme da subito. Ma le chiediamo anche un Piano Straordinario per i Servizi della Prima Infanzia.

Ché la famiglia è soprattutto una scelta di libertà. E non vi è libertà di fare figli se non vi è la certezza di un sistema di protezione sociale forte.
Avremo più figli, se sapremo scommettere anche su un livello di servizi nei Comuni adeguato.

La presenza di Enti Locali e dello Stato impegnati nei servizi non riduce la libertà della famiglia come certa ideologia vuol far credere.
Proprio nei paesi europei che abbiamo ascoltato ieri l’altro ove più forti e strutturate sono le politiche di sostegno più forte è la libertà delle famiglie di diventare, di essere e di rimanere famiglia. Quindi subito, presto partiamo da lì. Dai servizi socioeducativi per la prima infanzia. Dai nidi.

Lo dico da Sindaco pro tempore di una città che scolarizza il 40% dei bambini 0-3 anni con la media nazionale al 10% e con l’obiettivo di Lisbona fissato al 30%.
Lo dico sapendo che probabilmente non verranno a me questi soldi!!

Ma sappiamo quanto questo sia decisivo. Decisivo che il piano sia flessibile e adattabile alle diverse realtà del territorio. Vi sono gli asili ma vi sono anche servizi meno strutturati come nidi famiglia, micronidi, educatrici famigliari.

Dall’esperienza dei Comuni si può apprendere molto. Puntiamo su questo intanto sapendo che non è un investimento sui servizi ma di più, molto di più.
E’ un investimento per la libertà maggiore delle donne da carichi familiari spesso troppo pesanti e sbilanciati.
E’ un modo per arricchire la società in maniera più decisa dal contributo delle donne.
E’ un modo per riconoscere nei figli un capitale sociale vero!!
E’ un modo per far uscire dall’isolamento tante famiglie straniere che non trovano i linguaggi che non hanno la possibilità di costruire relazioni.
E’ un’opportunità nuova per chi non ha reti parentali per incrociare altri e per dare tempo a se stessi.

I nidi e altri servizi rappresentano un’opportunità per bambini di ogni censo di avere un luogo separato, pulito, accogliente dove la capacità di “Relazione” si possa sviluppare e ove la fiducia in se stessi possa aumentare anche quando la famiglia è una famiglia difficile.
In fondo anche Don Bosco non teneva i ragazzi di strada in strada.

E potrei continuare a lungo sul senso che questa scelta ha per la comunità locale.
Comunità locali che come le comunità familiare oggi soffrono e perdono fiducia nel futuro:
La scelta sui servizi per la prima infanzia ha anche in sé il coraggio del futuro ed il senso del noi, come custodia e “pietas” degli altri e di sé.

Recentemente uno dei pensatori più influenti del nostro tempo ha detto “Quando la città provvede ad eccellenti centri per l’infanzia e pre-scolari i bambini sentono che la comunità si prende cura di loro. Così quando crescono restituiscono questo riguardo prendendosi cura degli altri. Diventano buoni lavoratori e buoni cittadini.”
Questo paese ricominci a prendersi cura della famiglia. Le famiglie sapranno restituire. Amando questo paese e dando ad esso buoni cittadini.
Grazie.