Graziano Delrio e Giacomo Notari (ANPI)

Graziano Delrio e Giacomo Notari (ANPI)

 

 

Graziano Delrio e Giacomo Notari (ANPI)

Un carissimo saluto alle Partigiane e ai Partigiani.
E un carissimo saluto a tutti i cittadini, siamo contenti che siate così numerosi: il 25 aprile sta tornando nelle teste e nei cuori dei reggiani. Lo festeggiamo qui in questa piazza ritrovata, che è stata restituita alle persone, al dialogo, alla conversazione, che è stata restituita anche al ricordo di quei ragazzi che qui morirono tanti anni fa per mano della polizia.
Qui il 25 aprile 1945, chi in bicicletta con il tricolore spiegato, chi a piedi, chi sui carri,

arrivarono tutti qui, a gridare che era finalmente finita e che ora si ricominciava a scrivere un’altra storia, insieme, da uomini liberi.

E’ una gioia sempre più grande, per noi, trovarci qui con i protagonisti della Liberazione, come Giacomo Notari, il nostro presidente provinciale dell’ANPI, o come Folloni e altri come loro ribelli per amore della libertà.
Noi qui oggi ricordiamo tutti i caduti, rispettiamo tutti i caduti, siamo vicini alle famiglie di tutti i caduti.
Pensiamo che sia venuto il momento di grande Riconciliazione, una riconciliazione nella verità. E la verità dice che non c’era una sola parte o che le parti erano indifferenti, ma che c’era una parte sbagliata e una parte giusta.
Anche chi è morto dalla parte sbagliata merita rispetto, ma noi eravamo dalla parte giusta. E abbiamo l’orgoglio e l’ambizione di dire che quella parte è la nostra memoria.

25aprile09_follaIl paese si costruisce sulla memoria di quella parte che rifiutò il fascismo. Se avessero vinto altri, oggi non saremmo qui a celebrare liberamente la nostra memoria.

Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro, ed è anche per tenere viva questa memoria che 600 ragazzi e ragazze come Elena, che interverrà tra poco, hanno partecipato quest’anno al viaggio della Memoria organizzato da Istoreco a Berlino, supportato da Comune e Provincia, perché vogliamo che capiscano che raccolgano il testimone. Loro saranno i custodi di questa memoria.

Oggi ricordiamo anche la volontà e la forza di quegli uomini che, dopo il 25 Aprile, misero mattone su mattone per la ricostruire nostra comunità.
Come fece Loris Malaguzzi, che pensava a una scuola “nuova e diversa” per i nostri figli. Che non era una scuola delle classi separate, ma una scuola per dare opportunità a tutti, vecchi e nuovi cittadini.
Il grande antifascista Piero Calamandrei disse che «la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare».

Noi abbiamo respirato a pieni polmoni la libertà dal 25 aprile in poi. Ognuno di noi, nelle nostre storie, ha un famigliare che ha intrapreso una nuova avventura, un’attività imprenditoriale, partecipato a un consiglio di scuola o di quartiere, iniziative che hanno permesso costruire parchi, biblioteche, centri sociali, cooperative.

Abbiamo voluto collegare idealmente nelle nostre iniziative quei momenti della storia del paese che hanno trovato la patria naturale a Reggio Emilia: il Tricolore, la Resistenza e la Liberazione, la Costituzione. Questi simboli ci dicono che la passione dei reggiani per il confronto, la discussione, l’impegno civile, passione per i diritti dell’uomo e per i diritti di tutti sono il vero marchio di Reggio Emilia.
La sua passione per i diritti dell’uomo e per una vita comunitaria, equa, solidale. La passione civile che ci hanno trasmesso Camillo Prampolini, i tanti testimoni del cattolicesimo sociale e democratico.
Dentro a quei simboli, dietro a queste scelte che abbiamo fatto come comunità, ci siamo anche noi, come Enti locali nel garantire pari opportunità e in questo momento in particolare con la una rete di protezione per le famiglie colpite dalla crisi economica.

Una passione civile che ci fa essere solidali. Sono orgoglioso dire che la nostra comunità è stata tra le più pronte e vicine alla grave tragedia degli amici dell’Abruzzo. La loro tenacia e loro resistenza sia la base per un nuovo futuro. Anche lì ci siamo, efficienti e solidali.
Ma vogliamo anche si capisca che questa Italia deve cambiare pagina.
Deve voltare pagina rispetto alle costruzioni fatte per speculazione. Deve voltare pagine rispetto a un’Amministrazione che non si assume tutte le sue responsabilità. Deve voltare pagina perché non si risparmia sulla sicurezza delle famiglie e delle persone.

Questo paese deve girare pagina anche sulle mafie.
Lo scorso anno c’erano qui i ragazzi del consorzio Goel della Locride, ai quali abbiamo detto “Voi siete i nuovi partigiani della legalità, voi siete di casa a Reggio Emilia, siete quelli che raccolgono il vessillo del tricolore, il testimone la Resistenza”. Anche pochi giorni fa hanno subito un attentato. Questa città è la loro casa. Siamo vicini e sosteniamo l’attività di tutti questi nuovi partigiani perché l’uguaglianza e solidarietà iniziano laddove ognuno è libero, libero di intraprendere, di poter dire quello che pensa, di pensare al futuro suo e dei suoi famigliari.

Siamo anche vicini in questo giorno a tutti colori che hanno perso lavoro. Questa piazza oggi parla ancora di speranza: dopo il 25 aprile eravamo in una situazione di grande miseria e siamo riusciti a tirare su questo paese grazie all’impegno di tutti.
Non lasceremo sole le famiglie che hanno avuto problemi in questa crisi, non lasceremo soli i lavoratori che sono rimasti senza lavoro per colpa di una crisi che non hanno voluto. Questa crisi non è colpa della volontà della gente, ma di una finanza senza etica.

E allora custodiamo la nostra democrazia, senz’altro migliorabile, imperfetta, ma che è la migliore forma di governo che abbiamo, perché è basata su una politica del rispetto, del rispetto di tutti i cittadini, delle persone che qui nascono e di quelle che vengono qui a cercare lavoro: questa è la storia di Reggio Emilia.
Noi la vogliamo custodire come eredi di una generazione straordinaria, quella dei Partigiani e delle Partigiane qui di fianco a noi.

Viva il 25 Aprile!
Viva la Resistenza!