Italiani come noi

Campagna Inside Out dell'artista francese JROggi i ragazzi nati in Italia, figli di genitori stranieri, hanno tempo solo un anno, al compimento della maggiore età, per chiedere la cittadinanza italiana.

E’ una “finestra” della quale non tutti sono informati e che, per dimenticanza o poca informazione, potrebbe escludere questi giovani, italiani come noi, dai diritti e dall’appartenenza anche formale al nostro paese ed alle nostre comunità.

Come Comune di Reggio Emilia, e poi come Anci, Rete G2 – Seconde generazioni e Save the Children Onlus, abbiamo lanciato un anno fa la campagna “18 in Comune” per sensibilizzare le Amministrazioni a prendere iniziative per informare i giovani neomaggiorenni – e presto neoitaliani – a esercitare il diritto di presentare domanda di cittadinanza. Alcuni sindaci spediscono una lettera, in altri contesti più piccoli basta il passaparola per fare sì che questi ragazzi, che parlano la nostra lingua, hanno studiato nelle nostre scuole e spesso sono stati nel paese d’origine dei genitori solo in vacanza, siano consapevoli ddi questa possibilità.

Non e’ la prima volta che i Comunisi trovano a dover supplire con iniziative proprie alla lentezza con la quale il Parlamento reagisce ai tumultuosi cambiamenti sociali che i fenomeni migratori portano sempre con sè. Era gia’ accaduto in materia di diritto di voto alle elezioni amministrative e accade oggi con il tema della cittadinanza. Mentre il dibattito politico nazionale si avvita su se’ stesso – nonostante le 200mila firme raccolte e presentate con la Campagna l’Italia sono anch’io per la riforma della legge 91/92- sui territori la realta’ non aspetta.

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