Giareda 2012. Camminiamo insieme

La Sagra della Ghiara, la Giaréda, è l’appuntamento che ci riunisce alla ripresa del nuovo anno lavorativo dopo l’estate: da qui iniziamo un nuovo cammino, che affrontiamo insieme, nelle difficoltà, ma con spirito solidale, speranza, disponibilità all’incontro e al dialogo.
Questa fiera di Reggio fu ripristinata dopo un lungo periodo di silenzio dal compianto commendator Camillo Rossi, che per tanto tempo è stato presidente della Fabbriceria e a cui va il nostro ricordo affettuoso e di gratitudine. Ci ritroviamo qui, nel luogo in cui i reggiani si incontrano da secoli per venerare la Beata Vergine della Ghiara.
La fede è rappresentata da un’immagine popolare che i frati posero al di fuori delle mura, verso l’esterno, verso i pellegrini e i passanti. Questa collocazione è stata un gesto di incontro e di dialogo. E quindi un gesto che dice molto della vocazione della nostra città: una città che sa sapersi difendere e organizzare, sa mettere a frutto i suoi talenti, ma sa anche essere aperta, sa incontrare altre intelligenze, altri mestieri, altre capacità.
Quando si parla di incontri e di dialogo, oggi soprattutto non può non venire in mente un grande uomo di Chiesa che ci ha lasciato in questi giorni: il cardinale Carlo Maria Martini. In una delle sue frasi preferite, Martini amava invitare a ‘camminare insieme’: all’inizio di questo nuovo anno, credo che questo sia l’invito e l’augurio giusto per tutti noi, cioè riuscire ad avere un anno di grande lavoro insieme, di cammino insieme.
E’ un momento molto difficile. Abbiamo visto i dati sul lavoro: un giovane su tre non trova occupazione. C’è grande crisi, anche nell’ambiente del commercio e dell’artigianato, settori che qui oggi mostrano la loro grande capacità di saper fare, di valorizzare mestieri nuovi e antichi. In questo tempo di crisi così difficile, anche per questi settori, dobbiamo trovare il filo rosso che tiene insieme la nostra comunità.
La nostra comunità ha questa capacità di essere da un lato solida, forte e dall’altro lato di essere disponibile a incontrare gli altri.
Serve più che mai questa capacità di resistere, di fare le cose insieme e di aiutarci insieme a uscire da questa grande crisi, una delle più difficili incontrate nell’ultimo secolo. L’energia per questo la dobbiamo attingere in noi stessi, in noi cittadini, con il nostro spirito di iniziativa, il nostro lavoro, la nostra speranza e fede, per i credenti.
Un sociologo americano, Richard Sennet, dice che imparare a svolgere bene un lavoro mette gli individui in grado di governarsi e dunque di diventare buoni cittadini. Per questo crediamo che la buona politica sia quella che sa offrire opportunità di lavoro, sa creare lavoro, sa assumere le emergenze del lavoro come la vera emergenza sociale, non solo economica. La persona che lavora è anche più capace di essere un bravo cittadino.
Questa è la sfida che ci attende in questo tempo difficile, una sfida e un cammino da compiere insieme.

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