Archivio mensile per novembre, 2011

Ho sbagliato cravatta ma è iniziato il dialogo con il Governo

Delrio Errani Castiglioni dal presidente Monti_nov 2011
Il prof. Monti mi detto: “Mi dia qualche speranza per questo paese”. Ho risposto che ci sono tante persone che hanno fiducia nelle istituzioni e che queste ci daranno una mano. Volevo trasmettergli l’idea che questo sistema è fatto anche di Comuni, Province e Regioni e che poteva contare su di noi, che saremo al suo fianco per un patto nel momento in cui avremo considerazione e attenzione, come nelle buone famiglie. Gli ho detto di non preoccuparsi di dover trovare il consenso tra partiti diversi, perchè noi enti locali su alcuni temi parliamo una lingua uguale per tutti. Noi dell’Anci non abbiamo problemi di destra e di sinistra…

Città e forze sociali per la crescita e lo sviluppo del Paese

Una proposta aperta al contributo di sindaci, amministratori e associati, per raccogliere le migliori idee per far ripartire il Paese. Mezzogiorno, liberalizzazioni, lotta all’evasione, innovazione nella pubblica amministrazione, rimodulazione del patto di stabilità, welfare: sono questi i temi su cui Anci punta per uscire dalla crisi.
L’Italia vive una fase di grande difficoltà. Senza una strategia di crescita sostenuta è impossibile migliorare la nostra posizione internazionale.
(Per mandare contributi: comunicare@anci.it)

La trincea dei sindaci

Graziano Delrio

Cercasi disperatamente strategie per governare i territori contro la macelleria sociale e culturale prodotta dalla destra. Lo sta facendo chi è in prima linea, a combattere una battaglia che non è fatta solo di cifre e numeri ma anche di idee e visioni della società. Sono i sindaci, esposti ormai da tempo alla mannaia del Governo. Questo è il momento delle scelte e dell’innovazione. Alcuni di loro, come Pisapia a Milano, De Magistris a Napoli e Zedda a Cagliari, si sono già distinti per i loro programmi e i primi interventi concreti. Veri e propri laboratori di carattere politico-amministrativo stanno sorgendo in Italia. E c’è anche chi prova a teorizzare una gestione della res publica partendo da “modelli” come quello emiliano che in passato ha portato ottimi frutti e che può essere “rimodulato” alla luce dei cambiamenti.