ConciliaRE: presentato il Piano dei tempi e orari della città

“Sindaco lei ha nove figli vero? Be’, uno più uno meno… Me la può tenere lei la mia bambina che oggi ho un impegno di lavoro?”. L’attrice Caterina Lusuardi, entrata in Aula Magna in bici con un bambolotto nel seggiolino, ha messo in scena alla presentazione del Piano dei Tempi e degli Orari del Comune di Reggio Emilia una performance in cui tutte le donne presenti si sono riconosciute: i salti mortali per conciliare il lavoro e i figli, i mariti impegnati e i nonni giovanili.

Da sx: Gina Pedroni, Graziano Delrio, Mauro Bonaretti

Da sx: Gina Pedroni, Graziano Delrio, Mauro Bonaretti

Il Sindaco Graziano Delrio è stato al gioco: “Sì, te la tengo io..” e ha commentato: “Effettivamente queste sono le fatiche che tutti facciamo tutti i giorni”. “Anche se a Reggio Emilia abbiamo raggiunto e superato gli obiettivi di ‘Lisbona 2000’ – ha detto Delrio presentando il Piano dei Tempi e degli Orari – per quanto riguarda occupazione femminile e servizi prescolari, nella nostra città come in Italia scontiamo un ritardo. Un ritardo non di iniziativa, ma di sistema nel mettere al centro di una  visione trasversale della città il benessere delle persone”.

“Non basta infatti la strada dell’efficienza – ha aggiunto il Sindaco – è necessaria una visione profonda dell’uomo per questo patto di convivenza che è una città. La strada della conciliazione dei tempi e degli orari è molto difficile, nei paesi nordici viene equiparata a un’arte, perché chiede un lavoro collettivo – ha concluso –Continueremo a lavorare a questo piano, insieme a tutti gli attori che hanno partecipato alla Consulta e che ringraziamo”.

 

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 (Agenzia DIRE) – Buono il livello dei servizi di assistenza alle famiglie monogenitoriali con figli, e rispettati i parametri Ue della conferenza di Lisbona sul sostegno all’occupazione femminile e sulla scuola. Ma ancora un ritardo sulla conciliazione dei tempi di vita e lavoro delle donne, al punto che il 33% lascia l’occupazione dopo la nascita del primo figlio.
Luci e qualche ombra dunque, a Reggio Emilia, sulla possibilita’ per le cittadine di soddisfare entrambe le esigenze di carriera e famiglia. Il contesto in cui si inserisce il piano, quale emerge dai dati presentati, registra un forte aumento delle famiglie monopersonali (39% su 73 mila complessive), di quelle monogenitoriali (a Reggio sono 5.910, pari all’8% del totale, di cui 5 mila composte da donne) e un trend in crescita dei divorzi e delle separazioni. A fare da contraltare in positivo i numeri sul tasso di occupazione femminile, (60% e 10 mila aziende ‘in rosa’) e sulla disponibilita’ nei nidi (il 40% dei bimbi trova posto) e nelle scuole di infanzia (90%). Insomma, riassume l’assessore a Welfare e Pari opportunita’ Gina Pedroni, “i servizi ci sono e funzionano: aiutano le famiglie nei compiti di cura e svolgono una preziosa opera di comunita’, asse insostituibile della coesione sociale”.

(20 maggio 2009)

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